Presto al via il risanamento della nostra area portuale PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Novembre 2007

«Un altro passo in avanti verso la realizzazione del nuovo Porto di Molfetta. Soprattutto, è un altro passo in avanti per la tutela della salute dei pescatori molfettesi». Il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini accoglie con queste parole l’accordo di programma per la bonifica da ordigni bellici del Basso Adriatico raggiunto ieri mattina fra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Puglia, l’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram) e l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa).

L’intesa riguarda l’attuazione di un piano di risanamento ambientale di alcune aree portuali presenti tra il Faro di Vieste e Capo d’Otranto, in particolare quelle aree dove è stata accertata la presenza sotto il livello del mare di residui ferrosi e ordigni bellici. Budget previsto dal progetto: 5 milioni di euro rivenienti dalla legge finanziaria del 2002.
Per Molfetta, il piano prevede l’utilizzo immediato di 950 mila euro per le operazioni di bonifica nel Porto e altri 400 mila euro per la bonifica dell’area costiera in corrisponda di Torre Gavetone. Le varie procedure tecniche si svilupperanno per fasi: indagini geofisiche preliminari, verifica dei “bersagli” individuati tramite operatori subacquei e attività di rimozione degli ordigni. Le indagini del sottosuolo marino saranno svolte dallo stesso Icram, mentre il Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi (SDAI), un corpo speciale della Marina Militare, provvederà alla disattivazione, rimozione e neutralizzazione degli ordigni.

Si tratta di un intervento fortemente voluto dal senatore Azzollini, oggi sindaco di Molfetta, il quale ricorda come «già il 12 settembre scorso, attraverso una approfondita documentazione tecnico-economica relativa alla ricognizione del fondale marino inviata agli uffici compenti del Ministero dell’Ambiente, il Comune di Molfetta aveva evidenziato la necessità di provvedere alla rimozione del materiale ferroso e degli ordigni bellici presenti nello specchio di mare antistante il Porto». Documentazione che è stata poi recepita dal “Piano di Caratterizzazione” redatto dall’Icram in cui, fra gli interventi considerati più urgenti e quindi di immediata attivazione, è stato compreso quello per il nuovo Porto di Molfetta e per l’area di Torre Gavetone.
Il problema degli ordigni in mare  deriva dalla pratica, adottata in passato dagli eserciti alleati, di scaricare in mare gli arsenali raccolti sulla costa pugliese. A ciò si è aggiunta, nel corso del tempo, l’abitudine degli operatori della pesca pugliesi di riaffondare nei bacini portuali i residuati bellici salpati accidentalmente durante le operazioni di pesca a strascico. «L’attività peschereccia nel porto di Molfetta è fra le più vivaci di tutta la Puglia – ricorda il sindaco Azzollini – motivo per cui l’intervento di bonifica si rende necessario soprattutto per tutelare l’incolumità dei tanti pescatori che ogni giorno rischiano la vita lavorando in mezzo al mare».

 

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