L'attualitĂ  di Gaetano Salvemini spiegata dal prof. Bucchi PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Novembre 2007

«Gaetano Salvemini con il suo pensiero risulta ancora molto attuale. Oggi il dibattito sulla democrazia affrontato da Salvemini durante il suo esilio negli Usa assume un certo significato proprio perché viviamo un momento storico in cui si stanno, purtroppo, perdendo i valori fondanti della democrazia stessa». Questo, in sintesi, è stato il profilo di Gaetano Salvemini tracciato dal professore Sergio Bucchi nella seconda giornata salveminiana dedicata al cinquantenario della morte dell’illustre intellettuale molfettese.

 

Interessante e soprattutto di alto profilo, è stato il dialogo incrociato creatosi fra lo stesso Bucchi, ordinario di Scienze Filosofiche presso l’Università La Sapienza di Roma, e gli altri studiosi di Salvemini intervenuti sul palco del teatro Odeon come Gianfranco Liberati e Silvio Suppa, rispettivamente professori di Storia del Diritto Italiano e Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università di Bari e il Prof. Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. Ad introdurre la serata è stato il Prof. Giovanni de Gennaro presidente dell’Istituto per al Storia del Risorgimento nonché grande conoscitore della vita e dell’opera di Gaetano Salvemini.

«Questi scritti – ha spiegato Bucchi, illustrando i contenuto di “Sulla Democrazia” il saggio da lui curato, contenente alcuni testi dello stesso Salvemini - erano destinati ad un pubblico americano e soprattutto ai giovani. Mettono il luce il cosmopolitismo di Salvemini e il suo impegno costante nel difendere le istituzioni democratiche. Stasera, quindi, non abbiamo solo celebrato Salvemini, piuttosto lo abbiamo riscoperto nella sua dimensione di politico e filosofo con aspetti del tutto inediti». Il sindaco Antonio Azzollini ha sottolineato invece come «sebbene l’obiettivo di questa sera fosse quello di delineare il Salvemini americano con i suoi scritti risalenti al suo esilio fra il 1934 e il 1940, si è percepito forte il pensiero cosmopolita di Salvemini impegnato ad affermare ovunque i valori di identità e cultura dell’Italia, con una personalità complessa e slegata dai soliti dogmi della questione meridionale».
 



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